Il software, che blocca l’accesso a una serie imprecisata di siti dai computer sui quali è applicato, sarebbe dovuto essere presente sui dispositivi in vendita dal primo di luglio. Il ritardo è dunque da imputarsi all’impossibilità di alcuni produttori di allinearsi immediatamente con la direttiva. “Al momento non c’è una scadenza”, ha precisato la fonte.
Fonte: Quo Media

