A rendere noti i termini della decisione è un comunicato della stessa Ue: “Per tutto il periodo ottobre 2002-2007 – si legge nel documento – Intel ha avuto una posizione dominante nel mercato mondiale dei CPU (microprocessori) x86, per almeno il 70% della quota di mercato”.
La Commissione si è concentrata sulle pratiche (illegali) mutuate dalla compagnia per fiaccare la concorrenza: “Intel ha dato sconti integralmente o parzialmente occulti a fabbricanti di computer a condizione che le acquistassero la totalitá o la quasi totalitá dei processori x86 di cui avevano bisogno”.
Inoltre “L’azienda ha effettuato pagamenti diretti a favore di fabbricanti di computer allo scopo di arrestare o ritardare il lancio di prodotti specifici contenenti processori di tipo x86 dei concorrenti”.
Per garantirsi una diffusione capillare in Europa “Intel ha effettuato pagamenti diretti in favore di un grande distributore, a condizione che questo vendesse esclusivamente computer dotati di processori x86. Questi sconti e pagamenti hanno effettivamente impedito ai clienti, e, in fin dei conti, ai consumatori, di rivolgersi a prodotti alternativi”.
La nota cita anche i produttori di computer coinvolti, ovvero Acer, Dell, Hp, Lenovo e Nec, mentre il distributore è MediaMarkt (in Italia MediaWorld).
L’Unione europea ha così deciso per una pesante ammenda, considerando il danno ai consumatori e la reiterata violazione delle norme antitrust vigenti, e ha ordinato a Intel di interrompere immediatamente le pratiche scorrette di cui sopra, garantendo di vigilare sull’ottemperanza delle sanzioni.
Fonte: Quo Media