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Oltre a causare malattie gravi, l’utilizzo regolare di social network come Facebook, Twitter e Bebo sarebbe responsabili di un ritorno allo stato infantile dell’utente e di una limitata soglia di attenzione che si ripercuote sulle capacità comunicative.

A dare l’ennesimo allarme che tenta di screditare Facebook, ma esattamente come i precedenti non fa altro che accrescerne la popolarità, è il Daily Mail che riporta le dichiarazioni di una neurologa docente a Oxford, Susan Greenfield.

La docente di neurologia fa un appello al governo affinché prenda provvedimenti riguardo all’impatto psicologico negativo che internet ha sugli adolescenti.

Gli stimoli rapidi a cui i social network abituano la mente dei giovani, fanno si che nella vita reale i ragazzi non siano i grado di mantenere un livello alto di attenzione.

Fonte: Quo Media

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