L’analisi di questo inquietante scenario è avvenuta attraverso il monitoraggio di 50 individui provenienti da 10 Paesi diversi che sono stati invitati a navigare per 30 giorni in zone non protette del web: condizione ottimale per rilevare il grado di esposizione al pericolo della posta ‘spazzatura’.
Gli utenti britannici si sono piazzati quinti nella ricezione di spam, con quasi 11965 messaggi infetti, molti dei quali veicoli per truffe o per la diffusione di contenuti per soli adulti. In testa alla classifica gli americani con 23233 messaggi di spam per 5 utenti. Il nostro paese si piazza in terza posizione con 15610 messaggi infetti ricevuti.
“Gli utenti guardano allo spam come a una scocciatura, in realtà è molto di più, può rallentare drasticamente il tuo sistema e spesso serve a veicolare altri tipi di informazioni” spiega Greg Day, analista di McAfee.
Fonte inglese: S.P.A.M. (Spammed Persistently All Month) Experiment (da McAfee.com)
Per leggere i diari degli utenti che hanno preso parte all’esperimento: www.mcafeespamexperiment.com. Cliccate poi sulla bandiera dello stato desiderato.