Damn Small Linux (DSL) ha ricevuto, come molte altre distribuzioni Linux, un importante aggiornamento negli ultimi giorni. L’annuncio è poi ancora più importante dato che DSL non viene aggiornato da circa 4 anni.

Damn Small Linux ha appena proposto il primo release candidate per la versione 4.11. “I cambiamenti di qusta release tendono a rendere DSL una buona alternativa, facile e rapida da usare, riguardante i vecchi hardware,” scrive John Andrews, project leader. “Ho risolto alcuni bugs, aggiornato alcune applicazioni, e rimpiazzate altre”.

Per chi non conoscesse questa particolare distribuzione, DSL è lo strumento perfetto per ridare vita a vecchi pc, incapaci ormai di supportare le moderne versioni di Windows o di Linux stesso. Con DSL infatti è possibile contenere l’intero sistema operativo in una chiavetta USB, ed attraverso il boot da questa periferica, utilizzare Damn Small Linux come sistema operativa completa, permettendo all’utente di svolgere funzioni informatiche primarie come navigare su internet, redigere documenti per l’ufficio o controllare la posta. Il file di installazione che contiene l’intero OS pesa appena 50 MB, molti di meno rispetto alla versione precedente.

I cambiamenti apportati alla suite di applicazioni includono l’aggiornamento al windows manager JWM, adesso alla versione 2.1.0, ed al web browser, Dillo, che raggiunge la versione 3.0.2, il cui pregio principale è il supporto aumentato per CSS. Inoltre sono stati aggiunti software come xChat 1.8.9 e XCalc-color. Nuovi temi, nuovi elementi del menù e nuovi miglioramenti sono tutti inclusi nel nuovo sistema operativo che, come ogni distribuzione basata su kernel Linux, è totalmente gratuita e disponibile per il download da parte dell’utente.

Questa versione di DSL sarà dedicata principalmente a fornire un desktop amicevole nel più piccolo package possibile,” continua Andrews. “Classic DSL rimarrà naturalmente ultra portatile, scaricabile ed installabile in pochissimi minuti per tornare ad utilizzare quel hardware che il mondo si è lasciato dietro.” Rimane da capire se esiste, in un futuro prossimo, una versione non-Classic per DSL, e quali caratteristiche avrà. Nessuna notizia in tal senso è trapelata insieme a quella di aggiornamento della versione Classic.

4 pensieri su “Damn Small Linux: Aggiornata La Distribuzione Più Leggera Di Linux

  1. Scusate l’o.T. Ma con più passa il tempo con più mi sembra che linux, o meglio, l’intera galassia strettamente collegata al kernel stia diventando sempre più noiosa… Come le notizie che ci girano attorno.

    Cercando di esser più esaustivo, mi ricordo tempi in cui si parlava di evoluzioni e grandi aspettative di crescita pure nel mondo user friendly…
    Nell’informatica commerciale (se così la si può definire)…
    Ma sembra che a parte casi come android sento spesso annunci con squilli di trombe ma poi ogni anno in realtà e nel concreto leggo solo di notiziole e di “spicciolaggini” come modificuccie di codici, nuove gestioni di file, nascita del miliardesimo piccolo distro che gira su computer datatissimi, pennini computer rivoluzionari che sbancano ovunque ma che chissà per quale strano motivo non trovi mai nei negozi, militari che utilizzano linux per i loro droni (cosa che per altro alla maggior parte di noi comuni mortali non c’e ne frega una ben amata mazza, ecc…
    Ma quando cacchio potrò andare in un negozio e parlare di distro linux o per meglio dire linux derivate con una certa scioltezza senza che i commessi mi guardino come se fossi un marziano?

  2. Ottima osservazione, altro che.

    C’è da dire che parecchi distributore sono legati mani e piedi ai grandi software, Windows prima di tutto e poi Ios in seconda battuta.

    Non ci sono grandi distributori legati a Linux.

    Ma c’è da da dire poi che tutta l’abbondanza di sfumature di LINUX che ci sono di certo non aiuta ….

  3. ciao lithops,
    grazie della nrisp. e per altri grazie alla redazione del blog tecno magazine uno dei pochi blog che si sono dimostrati concretamente democratici altri blog noto hanno cancellato questa mia osservazione perchè probabilmente ritenuta scomoda.

  4. Linux os
    Linux diventerebbe un OS di fatto e l’OS comprenderebbe il kernel proprio come tutti oggi lo conosceremmo.
    Il kernel cambierebbe la licenza. Via la licenza GPL e arriverebbe una licenza open source O S I (simil MOZZILLA P.L – APACHE – ECC…) che personalizzerebbe il kernel oltre che tutto il resto del versante applicazioni software.
    La licenza chiamata “linux public licence” (ad esempio) renderebbe il kernel di “proprietà della linux foundation” e ne vincolerebbe, in casi arbitrariamenter specifici l’utilizzo e sviluppo da parte di altre compagnie o software houise.
    Ciò indurrebbe le software house a continuare lo sviluppo di propri OS e propri kernel che ser pur “ispirati a linux kernel ” per necessità e vincolo dovrebbero tecnicamente in certi ambiti differire dal kernel madre.
    VIA LIBERA COSì A MAGGIORE COMPETIZIONE E MAGGIORI SERVIZI OLTRE CHE MAGGIORI SOLUZIONI E DIFFUSIONE CONSEGUENTE DI SOFTWARE OPEN SOURCE.

    Tutte le comunità che fino a quel momento avranno contribuito alla creazione e sviluppo di distro linux potranno aderire al progetto LINUX OS sciogliendo solo il (nome) ex distro e ripartendo con il nome di “linux os comunity ”
    Lascerebbero intatto lo sviluppo di codici e scritture software con lo scopo di lavorare a contatto con altre community per l’integrazione e miglioramenti di tutti gli “ex” lavori sviluppati sin a quel momento; il tutto con sforzo unitario e con lo scopo di accrescere un solo OS (LINUX).
    L’UNIONE FA LA FORZA

    La linux foundation avrà il compito di gestire l’intera organizzazione dell’intero os a livello politico, culturale e tecnico.

    Data l’enorme mole di lavoro / responsabilità la fondazione linux amplierà il numero di dipendenti e collaboratori che arriveranno da varie comunità piccole e grandi

    La software house LINUX OS svilupperebbe 2 differenti “versioni” o “sottogruppi”di linux os
    -La versione “tecnical linux os” la versione linux dedicata a software tecnico, industriale, domotica ecc..
    -La versione “commercial linux os” dedicata a software commerciale: tablet, pc, desck,telefonia.

    Linux os darebbe supporti tecnici attraverso la “Linux tec support” su una specifica piattaforma web e nei vari Linux point dislocati sul globo Gestiti dai lug. che vorranno usufruire di un’apposita licenza per poterlo farte e presenti in quei territori.

    Credo che facendo qualcosa del genere linux schiaccerebbe tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.