Gli avvocati di Megaupload hanno presentato un’altra mozione durante la scorsa settimana per chiedere alla corte federale di archiviare il caso, argomentanto che la compagnia non può essere posta sotto giudizio in quanto residente fuori dagli U.S.A .

Megaupload vorrebbe che il U.S. District Court in the Eastern District of Virginia concedesse un incontro per ascoltare le motivazioni al seguito della richiesta di archiviazione, al quale il Dipartimento di Giustizia USA si oppone. La richiesta avverrà il 27 Luglio.

Come è noto, il portale per lo sharing file è accusato di avere incoraggiato gli utenti a caricare materiale coperto da copyright, guadagnando più di 175 milioni di dollari in pubblicità e sottoscrizioni. Il fondatore Kim Dotcom ed altre sei persone sono indagate da Gennaio per violazione di copyright e frode, insieme a due compagnie: Megaupload e Vestor Limited.

La contesa legale ha avuto una svolta inaspettata durante la scorsa settimana quando un giudice della Nuova Zelanda ha rifiutato ulteriori azioni di estradizione che coinvolgono Kim Dotcom e le altre persone: l’appuntamento per decidere circa l’estradizione doveva essere celebrato in Agosto, ma visto il rifiuto del giudice, la data è stata spostata al Marzo 2013.

Dotcom, conosciuto per la propria attività anche nell’ambito di social network come Twitter, ha scritto proprio attraverso il canale telematico ad inizio mese che andrà volontariamente negli USA per il processo se il Dipartimento di Giustizia sbloccherà i fondi che sono stati congelati nel giorno del sequestro e dell’arresto delle persone coinvolte. Dotcom ha commentato di non essere stato in grado di pagare le proprie spese legali. In tutta la vicenda gioca una parte marginale, sebbene interessi a moltissimi utenti di Megaupload, la sorte dei dati che sono stati caricati in via del tutto legittima sui server del servizio di sharing file online.

Gli utenti infatti che utilizzavano MegaUpload per conservare i propri dati al fine di averli sempre disponibili, si sono visti restringere l’accesso dall’ingiunzione delle forze dell’ordine statunitensi, che hanno bloccato tutto il materiale digitale senza ulteriori informazioni. Non è chiaro quale sarà la fine dei dati conservati nei server di Megaupload in relazione alla sorte delle persone e società coinvolte.

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