Google propone una nuovo codice errore, 451, per indicare attraverso il protocollo HTTP, il contenuto di una pagina bloccato in seguito a censura da parte delle autorità.
La proposta arriva da uno sviluppatore di alto livello che ha presentato la propria idea ad IETF (Internet Engineering Task Force), l’organismo che di fatto controlla lo sviluppo dello standard HTTP, proponendo di modificare lo standard in maniera da avvertire gli utenti in navigazione quando la loro ricerca li porta in pagine web che sono già state revisionate e bloccate dalle autorità che ha deciso per la censura.
Le pagine bloccate o censurate da qualcuno che non sia il loro creatore, secondo la proposta, dovrebbero mostrare l’errore “451 Unavailable for Legale Reasons.” Il numero di codice scelto, il 451, è stato deciso poichè fa riferimento al libro Farenheit 451, ovvero il numero di gradi usato per bruciare i libri definiti inaccettabili e dunque censurati.
Google svolge già una funzione di warning in diversi paesi, segnalando quando la ricerca sul proprio motore di ricerca potrebbe dare luogo a pagine il cui contenuto anche solo in parte censurato. La richiesta ha già provocato diverse reazioni di avversione nei forums in cui se ne parla, con gli utenti che ipotizzano come il codice applicato sarebbe troppo invalidante per il sito che lo subisce, e che la definizione di censura non specifica se il blocco del contenuto sia avvenuto per buone ragioni, come per esempio la censura di materiale coperto da copyright, o censura operata a scopi di imbavagliamento dell’opinione personale, dunque “cattive” ragioni.
La richiesta inoltrata ad IETF, che può scegliere se rifiutare interamente l’idea o dare il via ad una discussione, prevede che il proprietario del sito possa estendere il codice di errore per specificare al meglio i motivi per il quale le proprie pagine non sono disponibili. Le autorità USA, che sequestrano i siti web ad esempio per infrangimento di copyright, solitamente includono una nota di specifica nella pagina in questione che fa riferimento all’organismo che si occcupa delle investigazioni. Rimane da vedere in che modo questo codice di errore potrebbe essere utilizzato, e se saranno superate le difficoltà attorno al termine “censura”.
