Le stime dicono che a Marzo 2012 i dipendenti di Nokia erano circa 53.000 e, quindi, i nuovi tagli prevedono il licenziamento di circa il 20% del personale. La decisione di riduzione del personale implica circa 1 miliardo di euro di costi aggiuntivi per il 2013 per Nokia. Tuttavia, i nuovi licenziamenti in generale porteranno nelle casse del colosso finlandese ben 1,6 miliardi di euro.
I metodi con cui rilanciare l’azienda sono principalmente due, quindi: la riduzione consistente del personale e la chiusura delle varie fabbriche europee ed il conseguente trasferimento in Cina della produzione. L’ultima modalità per la riduzione dei costi non dovrebbe sorprendere nessuno: infatti non è certo una novità che le aziende che producono dispositivi elettronici trasferiscano la produzione nei Paesi asiatici dove è possibile avere una manodopera a prezzi decisamente più vantaggiosi che permettono di aumentare il guadagno per ogni prodotto venduto.
Infine Nokia ha reso noto che il proprio business Vertu, legato alla produzione di telefoni cellulari di lusso, verrà ceduto a EQT. Anche in questo caso, il settore dei cellari di Lusso non aveva mai prodotto un profitto davvero interessante per Nokia.
Una situazione comunque triste se si pensa al colosso ce era Nokia fino a 10 anni fa mentre adesso si parla solo di licenziamenti e conti in rosso.
