Acer ha presentato domenica un nuovo servizio online, nemmeno a dirlo di cloud storing, rivolto alla conservazione delle immagini e delgi altri documenti online, ed un nuovo ultrabook che nasconde le porte di connettività ingresso ed uscita in una sezione a scomparsa sul retro del dispositivo. Il servizio on the cloud, chiamato AcerCloud, consente agli utenti di effettuare l’upload delle proprie immagini, dei video e dei documenti ospitati sui server di Acer, ed attraverso il web possono poi essere recuperati attraverso qualsiasi tipo di PC, smartphone o tablet basato sui sistemi operativi di Windows Phone ed Android.
AsusCloud può essere utilizzato senza alcuna limitazione anche su dispositivi di altri produttori. Questo servizio viene dato in maniera gratuita a tutte le persone che acquistano un PC Acer ed include, con esso, spazio illimitato per i file personali, così come Acer ha annunciato in via ufficiale. AcerCloud vedrà il primo utilizzo nel Nord America nella seconda metà dell’anno, ed in giro per il mondo entro la fine del 2012. Acer ha visto il proprio mercato dei pc diminuirsi quest’anno, e la strategia della azienda è stata quella di scommettere il più possibile sugli Ultrabooks e su questo nuovo servizio AcerCloud che consente, soprattutto quest’ultimo, di differenziare i prodotti Acer.
L’impegno di Acer si concentra anche, come detto, nella categoria degli ultrabook, con il nuovo Aspire S5 che verrà presentato a settembre del 2012. Aspire S5 verrà basato sul nuovo processore Ivy Bridge, come detto in questo precedente articolo. Asus S5 avrà uno schermo da 13.3 pollici, con un peso approssimativo di 1.35 chilogrammi, e soli 15 millimetri nel punto più spesso del dispositivo. Per mantenere questo layout, molte delle porte I/O sono nascoste in un comparto flip/flop. L’utente preme un pulsante accanto alla tastiera nella parte posteriore, espandendolo di circa un centimetro in modo da rivelare le porte HDMI, USB 3.0 e l’ingresso per la porta ThunderBolt.
Il prezzo di Aspire S5 non è stato ancora annunciato, il che non è mai una buona notizia per i consumatori.


