Google, come è ormai chiaro da mesi, va verso un sistema di gestione unitario, nel quale gli utenti si collegano all’unico grande portale – che si suppone sia stato prescelto da Google stesso nel social network di casa Google + – e da quel punto rimanere entro la rete Google per soddisfare ogni necessità di servizio online attraverso il web. Per questo motivo, Google ha passato in rivista ogni genere di servizio che in questi anni ha messo a disposizione, anche con etichette non immediatamente riconducibili alla propria casa di sviluppo.
Molti di questi cambieranno nome, come Photobucket, altri verranno invece sospesi ed in seguito cancellati, con le motivazioni più disparate: dalla scarsa risonanza di utilizzo, a servizi più avanzati tecnologicamente messi a disposizione da nuove versioni che assolvono allo stesso compito. In questa ultima categoria di servizi messi in pensione, Google ha inserito diverse (più o meno) famose applicazioni web. Tra questi: Google Bookmark Lists, Google Friend Connect, Google gears, Google Search Timeline, Google Wave, Knol. Alcuni sono francamente una complicazione da usare da parte dell’utente, altri hanno invece delle potenzialità che evidentemente non sono state esaltate a dovere.
Ad esempio Friend Connect avrebbe potuto essere una buona soluzione, soprattutto arrivata in tempi in cui i social network dovevano ancora affermarsi, e che poteva segnare l’entrata di Google in questo campo senza dovere poi rincorrere gli altri come è stato con Google+. L’interfaccia utente, francamente brutta e complicata, e diverse difficoltà di tipo tecnico, oltre che la mancanza di un adeguato bacino di utenza, ne hanno decretato la fine.
Google Gears: l’idea, come giudizio personale, era buona: avrebbe consentito di scaricare parte del software usato online, per poterlo usare poi in locale come fosse una applicazione installata sul proprio pc offline. Purtroppo, il modo in cui questa idea è stata realizzata ha funzionato esattamente all’opposto degli intendimenti: invece di consentire un utilizzo più esteso delle applicazioni sul web, appesantisce il lavoro del pc in locale.
Ed infine Google Wave: forse è il caso più emblematico visto che al lancio di questo servizio Google aveva investito moltissimo in pubblicità e video tutorial dimostrativi. Una piattaforma antesignana rispetto al lancio di quelle professionali per riunire più persone a lavorare ad uno stesso progetto, o a condividere e costruire insieme documenti visibili online contemporaneamente da più persone. Poco utilizzo, e superato poi dall’esplosione dei servizi on the cloud.



