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Vi segnalo una nuova e importante cyberazione di Greenpeace dal titolo “Le balene dovrebbero essere catturate con le Canon, non cacciate con gli arpioni“: un appello mondiale per chiedere all’azienda di schierarsi contro il massacro alle balene, spacciato dal governo giapponese come ricerca scientifica.

Canon è la numero uno tra le aziende di fotocamere digitali e una delle principali sostenitrici di organizzazioni ambientaliste, di iniziative che salvaguardano la natura e le specie in via di estinzione.

Il direttore generale di un’azienda che associa il suo brand a problemi ambientali dovrebbe opporsi alla ricerca letale sulle balene nell’Oceano Antartico. Chiedi a Mr. Mitarai, capo della Canon in Giappone, una Canon che esprima la sua disapprovazione alla caccia alle balene nell’Oceano Antartico, chiedendo al governo del Giappone di utilizzare solo metodi di ricerca non-letali”.

Fujio Mitarai è a capo anche della Japanese Business Association, “quindi molto vicino al governo giapponese“: per questo Greenpeace, in una lettera a lui indirizzata, ha chiesto di firmare la sospensione del programma di ricerca letale. La risposta è stata che sì, l’azienda riconosce l’importanza di proteggere le specie a rischio di estinzione, come le balene, ma che non avrebbe firmato la dichiarazione. Canon non è direttamente implicata nella caccia alle balene e Greenpeace non ne chiede il boicottaggio: l’appello mira a “chiedere a Mitarai di esprimersi contro l’assurdo programma di ricerca letale sulle balene. E’ ora che Mitarai cominci ad agire per proteggere gli animali e la reputazione del business giapponese all’estero.”

Se desiderate leggere di più in merito, vi rimando a questa pagina di Greenpeace, dove sono spiegate le motivazioni di tutta questa mobilitazione mondiale contro la caccia alle balene: in quest’ultimo periodo, molti paesi si sono schierati contro il Giappone. Greenpeace dichiara di aver raccolto più dati su questa specie in due mesi di ricerca non-letale che tutto programma giapponese in 18 anni. La nave “Esperanza” di Greenpeace è riuscita ad impedire alla flotta baleniera del Giappone di cacciare nel Santuario delle Balene dell’Oceano Antartico per due settimane. Però “adesso, l’Esperanza è a corto di carburante e deve rientrare in porto.

Ma qualcosa, nel nostro piccolo, possiamo fare anche noi. Il numero dei partecipanti aumenta di minuto in minuto. Io ho inviato la lettera..e voi?

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