Firefox 5 è entrato di prepotenza, ed un pò a sorpresa, la settimana scorsa nella scena mondiale, con la raccomandazione da parte di Mozilla di installarlo subito, dati gli importanti miglioramenti nella sicurezza e, al contempo, l’annuncio di interruzione di supporto di aggiornamenti per Firefox 4. Sebbene il risultato sia comunque notevole, non è stato sufficiente per battere la velocità di diffusione della nuova versione del diretto concorrente, Google Chrome.
Infatti: Firefox 5 è disponibile dal 21 Giungo, e dopo una settima l’utilizzo di Firefox 4 si è pressocchè dimezzato in favore della versione più aggiornata, che ha assorbito tutti i migranti. Chrome però ha ottenuto un risultato migliore: la quasi totalità degli utenti ha abbandonato la versione 11 per la 12. Perchè Firefox ha mancato un obbiettivo che, sebbene nell’ottica del singolo utente non abbia grande valore, in quello dell’azienda e della strategia di marketing è invece vitale?
Pare che la politica di aggiornamento più rapido, e l’abbandono al suo destino di Firefox 4 non sia piaciuto soprattutto ai grandi clienti come IBM. Le lamentele vengono dal fatto che con aggiornamenti troppo frequenti non è possibile testare il software in modo per prevenire il pericolo di incompatibilità. Mozilla tuttavia ha rispedito al mittente le accuse, ribadendo che se i clienti business non sono soddisfatti del prodotto possono cambiare browser di riferimento, ed aggiungendo che la soddisfazione di molti più clienti individuali, per un prodotto sempre al passo con i tempi, che sia in grado di aggiornarsi in ogni momento per risolvere situazioni legate alla sicurezza, o per integrare i nuovi standard web che continuamente sono rimessi in discussione, è molto maggiore ed importate.
Come spesso accade in questi casi tuttavia, Mozilla ha voluto fare un passo indietro. Ha ribadito la sua ferma convinzione che la soddisfazione dell’utente che usa il browser per navigare rimane la primo posto, ma che comprende le esigenze delle grandi aziende che hanno necessità di testare i loro siti (pubblici ma anche di intranet per le comunicazioni all’interno dell’azienda) in modo da non trovarsi con servizi non funzionanti da un giorno all’altro. Ed ecco che fa la sua apparizione Microsoft, pronto a dare il cambio a Mozilla per le esigenze aziendali con il suo Internet Explorer.