Peer to peer, file sharing e altre tipologie di download non consentito alimentano un mercato pirata che limita di molto le potenzialità di quello ufficiale: “Lavoriamo in un ambiente molto, sottolineo molto, difficile”, ha detto Frances Moor, presidente Ifpi, secondo cui entro il 2015 sono a rischio 1,2 milioni di posti di lavoro nel settore, ossia il 10% degli impiegati.
Nel medio termine, prendendo in considerazione il periodo 2004-2010, le vendite sono calate del 31%. Questo nonostante la crescita del mercato digitale, con iTunes e simili che negli ultimi dodici mesi ha registrato un saldo positivo (+6% nelle vendite) garantendo alle case discografiche il 29% del loro guadagno. Sono oltre 13 milioni le tracce disponibili negli store digitali e l’incremento nel giro di 6 anni dei ricavi dalla vendita di musica online si attesta attorno al 1000%.
Da QuoMedia