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, noto produttore tedesco di software antivirus e sicurezza informatica, ha condotto un sondaggio sulla soddisfazione degli utenti sui prodotti antivirus presenti sul mercato.

È emerso che oltre il 60% dei consumatori è insoddisfatto del proprio antivirus ed è costantemente in cerca di altro, testando prodotti su prodotti.

Il sondaggio ha visto la partecipazione di un campione di 9.091 consumatori con un margine di errore tra lo 0,28 e l’1%. Le domande sono state rivolte agli oltre 100 milioni di clienti Avira in tutto il mondo, conferendo al sondaggio un taglio internazionale.

Si va dagli antivirus che bloccano ogni attività, da quelli che rallentano il sistema a quelli che sono leggeri ma che poi non riconoscono i virus.

Infatti circa il 25% degli intervistati disattiva l’antivirus perché rallenta il sistema operativo e il 60% ha già cambiato due antivirus nel corso di un anno.

Insomma un’insoddisfazione generale che le case produttrici di sistemi di sicurezza informatica non riescono proprio a risolvere.

In realtà l’antivirus sicuro al 100% non esiste, vuoi anche perché molti utenti non eseguono scansioni regolari del PC perché richiedono molto tempo e, cosa ancora più grave, non aggiornano costantemente il proprio antivirus.

Sorin Mustaca, esperto Avira di sicurezza dati; dichiara: “Non c’è da stupirsi che in un anno i consumatori provino più prodotti per la sicurezza: tutti sono alla ricerca del prodotto giusto in grado di bilanciare protezione efficace e utilizzo delle risorse del computer. L’aspetto più preoccupante emerso dal sondaggio è quel 25% degli intervistati che ammette di aver disattivato i propri prodotti antivirus perché aveva l’impressione che compromettessero le prestazioni della macchina. Questa prassi non è mai una buona idea perché lascia il computer totalmente in balia anche del più semplice dei virus, consentendo ai criminali informatici di includerlo in un botnet usato per diffondere malware e phishing. Per i venditori si tratta di un segnale chiaro: occorre prestare ancora più attenzione per evitare di sovraccaricare il software di sicurezza con funzioni che possono avere ripercussioni sulle prestazioni del sistema. In fin dei conti, in fatto di sicurezza, è meglio avere una protezione minima che passa inosservata piuttosto che una protezione piena di funzioni extra che l’utente disattiva per riuscire a utilizzare il proprio computer”.

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