La trasmissione è stata distribuita tramite le TV locali e satellitari, maxi schermi in piazza, la radio, ma soprattutto da centinaia di siti internet e blog, creando qualcosa come 135.000 connessioni attive in streaming solo sul sito principale.
Quello che emerge è al facilità con cui questa sinergia di diversi strumenti, capeggiata da internet, sia riuscita a bypassare la censura imposta ai media tradizionali.
Questo per far capire come, nell’era di internet, sia sempre più difficile creare forme di censura a danno degli utenti, al di là degli argomenti trattati durante la trasmissione.
Michele Santoro ha avuto la lungimiranza di unire tutte queste tecnologie e farle scorrere una all’interno dell’altra, creando una Agorà multimediale.
Ma il successo continua, dato che Youtube, siti internet e blog che si occupano di “Raiperunanotte” hanno registrato picchi record negli accessi odierni.
Ma quanto gli rode al nostro caro Clown il successo di Santoro! Se non ne avesse paura della verità non lo censurerebbe….
Tutta la trasmissione in 23 parti su YouTube. 🙂
Ecco la prima:
http://www.youtube.com/watch?v=p6VXJcaUp7M
Anche io ho ragionato e sto ragionando su quanto hai esposto, Giovanni: al di là dei temi trattati, questo evento ci può far capire come sarà possibile svincolare l’informazione dai media tradizionali. Potrebbe davvero essere una rivoluzione nel mondo dell’informazione.
Dice Santoro nella parte 2/23 (ho pubblicato una nota su FB con le sue parole):
“…Esattamente qurant’anni fa, il 25 di Marzo, un grande italiano, Danilo Dolci, decise di infrangere la legge per fare la sua prima radio libera, che trasmetteva dalla Sicilia. Trasmetteva dalla Sicilia per lanciare un SOS per i terremotati e i disoccupati del Belice.
‘SOS perchè qui si marcisce di chiacchiere e di ingiustizie. Galleggiano i parassiti, galleggiano gli imbroglioni mentre la povera gente si sfa.’
‘SOS – gridava Danilo Dolci – perchè la nostra Costituzione dice che tutti hanno diritto di esprimere liberamente il loro pensiero, con la parola, lo scritto e con ogni altro mezzo di diffusione’.
E poi aggiungeva, caro Presidente Napolitano, ‘cosa vuol dire TUTTI’?”