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E’ arrivata una vittoria sul fronte hi-tech! Dopo diverse azioni e ben 47.000 firme raccolte nel mondo, Philips molla l’osso e accetta le richieste di Greenpeace. La multinazionale si impegna a offrire ai propri clienti servizi globali di ritiro e riciclo dei propri prodotti a fine vita. In Italia, invece, il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, fa La Bella addormentata: è passato, infatti, l’ennesimo anniversario di ritardo per l’attuazione della normativa sui rifiuti elettronici.

Philips ha confermato che i costi di riciclo di un articolo non saranno più pagati direttamente dal consumatore – attraverso una tassa addizionale – ma saranno parte integrante del prezzo finale del prodotto. In questo modo, le aziende saranno anche incentivate a produrre beni più puliti e facili da riciclare, dovendo assorbire nel processo di produzione anche i costi di riciclo del prodotto a fine vita.

È una grande vittoria per Greenpeace e i suoi sostenitori che concretizza l’arduo lavoro speso per raggiungere questo traguardo. In Italia 5.000 persone hanno partecipato alla cyberazione su Philips, contribuendo ad aumentare la pressione sull’azienda. E il risultato è arrivato!

Sul sito “Elettronica verde” Greenpeace chiede di firmare la petizione on-line per chiedere all’On. Prestigiacomo per far partire definitivamente il sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech in Italia. In che modo? Il Governo deve emanare subito il “Decreto Semplificazioni” (in attuazione della legge D.Lgs 151/2005) che impone il ritiro dei vecchi computer, televisori e altri prodotti hi-tech da parte della distribuzione al momento dell’acquisto di un nuovo articolo simile. Il giorno 28 febbraio 2009 segnava un anno di ritardo nell’emanazione del Decreto.

Il “Decreto Semplificazioni” è un elemento importante nell’organizzazione e nel controllo del flusso dei rifiuti elettronici, oltre che incentivo per i consumatori a conferire il prodotto in disuso nella giusta maniera, invece che lasciarlo in casa o abbandonarlo per strada. Per rafforzare la richiesta avanzata al ministro, invitiamo anche a fotografare rifiuti elettronici sparsi ovunque sul nostro territorio.

Fonte: Greenpeace.org

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