{"id":2156,"date":"2008-06-01T08:04:20","date_gmt":"2008-06-01T07:04:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tecnomagazine.it\/tech\/?p=2156"},"modified":"2008-06-12T18:28:56","modified_gmt":"2008-06-12T17:28:56","slug":"la-ricerca-di-isimm-per-tiscali-italia-il-futuro-della-tv-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tecnomagazine.it\/tech\/2156\/la-ricerca-di-isimm-per-tiscali-italia-il-futuro-della-tv-in-italia\/","title":{"rendered":"La ricerca di ISIMM per Tiscali Italia: \u201cIl futuro della TV in Italia\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"4032636bd480207a9641f06a0353772e\" data-index=\"1\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<!--COOKIE_POLICY_BEGIN-->\r\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- Tecnomagine Grande -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:block\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-4884298544160548\"\r\n     data-ad-slot=\"6528327022\"\r\n     data-ad-format=\"auto\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\r\n<!--COOKIE_POLICY_END-->\n<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cellularmagazine.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/logo_tiscali.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1913\" src=\"http:\/\/www.cellularmagazine.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/logo_tiscali.gif\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"43\" \/><\/a>\r\n<div class=\"4032636bd480207a9641f06a0353772e\" data-index=\"1\" style=\"float: none; margin:10px 0 10px 0; text-align:center;\">\n<!--COOKIE_POLICY_BEGIN-->\r\n<script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script>\r\n<!-- Tecnomagine Grande -->\r\n<ins class=\"adsbygoogle\"\r\n     style=\"display:block\"\r\n     data-ad-client=\"ca-pub-4884298544160548\"\r\n     data-ad-slot=\"6528327022\"\r\n     data-ad-format=\"auto\"><\/ins>\r\n<script>\r\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\r\n<\/script>\r\n<!--COOKIE_POLICY_END-->\n<\/div>\n\r\n<strong><em>Tiscali<\/em><\/strong>, operatore integrato di telecomunicazioni, in occasione del lancio del proprio servizio TISCALI TV su scala nazionale, \u00e8 lieta di presentare lo studio \u201cIl Futuro della della TV in Italia\u201d condotto da<em><strong> ISIMM<\/strong><\/em> con l\u2019<strong>Universit\u00e0 Roma Tre<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><em>TISCALI TV<\/em><\/strong> si inserisce in un contesto di mercato che vede proprio le televisioni che arrivano attraverso Internet direttamente sui televisori di casa ritagliarsi un ruolo sempre pi\u00f9 di primo piano, e risponde a pieno alle esigenze del nuovo telespettatore.<br \/>\n<em><strong><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>ISIMM<\/strong><\/em>, primario istituto di studio, ricerca e formazione specializzato nel settore dei media e della multimedialit\u00e0, ha infatti svolto un approfondito studio \u2013 diretto dal Prof. Enrico Menduni &#8211; sul panorama televisivo internazionale e italiano, da cui emerge chiaramente che la televisione digitale continuer\u00e0 a conquistare importanti quote di mercato e che tra i diversi modelli di TV digitale (televisione digitale diffusa via satellite; digitale terrestre; televisione digitale diffusa in DVBH via telefono cellulare; televisione digitale diffusa su protocollo IP attraverso la rete Internet) la IPTV si dimostra oggi essere il modello con maggiori possibilit\u00e0 di crescita nel gradimento degli spettatori del futuro.<\/p>\n<p>Molteplici i fattori e i dati che portano a questa conclusione disponibili nello studio pubblicato integralmente su <a href=\"http:\/\/www.tiscali.tv\" target=\"_blank\">www.tiscali.tv<\/a> e di cui segue un\u2019estrema sintesi.<\/p>\n<p><!--more-->Si sta in questi anni assistendo al passaggio del sistema televisivo italiano da un modello generalista, rivolto a tutti, \u201cgratuito\u201d per l\u2019utente, ad un regime misto fra contenuti gratuiti e a pagamento. Il sistema televisivo italiano si avvicina dunque al modello multicanale americano, caratterizzato da sempre dalla compresenza dei networks e dei cable operators.<br \/>\nIl differimento degli orari, in modalit\u00e0 broadcast, comporta la disponibilit\u00e0 di un numero ampio di canali.<br \/>\nLa modalit\u00e0 broadcast, allo stadio attuale della tecnologia, non permette (n\u00e9 via satellite, n\u00e9 DTT) il video on demand (VOD).. Soltanto lo streaming su protocollo IP permette oggi, e nel futuro immediatamente prevedibile, la possibilit\u00e0 di assicurare sia la pay per view, sia il VOD.<br \/>\nCi\u00f2 risulta fondamentale per rispondere ai bisogni di uno spettatore che cambia.<br \/>\nIn particolare, il continuo relazionarsi con Internet e la sua vastit\u00e0 di contenuti ha favorito lo sviluppo e il miglioramento dei processi decisionali e di selezione dell\u2019utente che \u00e8 sempre pi\u00f9 in grado e desideroso di rendersi autonomo, affrancandosi dagli orari della programmazione.<br \/>\nAumenta il tempo vissuto fuori dal domicilio (lavoro, studio, spostamenti, ma anche sport, palestra, cura di s\u00e9, intrattenimento), e si riduce conseguentemente l\u2019intervallo disponibile per la fruizione di contenuti televisivi. Il tempo libero viene ripensato come una risorsa scarsa e perci\u00f2 sempre pi\u00f9 preziosa. Nell\u2019odierna fruizione televisiva non c\u2019\u00e8 spazio per le pause non richieste. Ne deriva un crescente fastidio nei confronti della pubblicit\u00e0 e dei continui slittamenti di orario (che si verificano solitamente nella fascia pi\u00f9 pregiata, il prime-time).<br \/>\nL\u2019Electronic Program Guide incorporato \u00e8 semplice e intuitivo e permette di gestire facilmente la funzionalit\u00e0 integrata nel decoder di Personal Video Recorder, un videoregistratore digitale su hard disk in grado di svolgere varie funzioni, a seconda del tipo e della complessit\u00e0: mettere in pausa un programma e riprenderne in ogni momento la visione, anche se \u00e8 in diretta, rivedere una scena del programma si sta guardando, impostare la registrazione automatica di determinate tipologie di contenuti (ad esempio, tutti gli episodi di una serie), o addirittura dell\u2019intera programmazione della rete.<br \/>\nCon la televisione digitale i limiti di tempo e di luogo del modello lineare broadcast vengono annullati; l\u2019autorit\u00e0 di trasmettere come e quando il broadcaster voleva si trasferisce sempre pi\u00f9 verso l\u2019utente, che decide quali contenuti, in che orari, se in diretta o in differita.<br \/>\nIn tutti i principali Paesi europei (UK, Francia, Germania, Italia, Spagna) cos\u00ec come negli Stati Uniti, dal 2001 al 2006 i canali generalisti terrestri hanno perso pubblico a favore dei nuovi canali trasmessi via cavo e satellite, a testimonianza dell\u2019inesorabile processo di evoluzione.<br \/>\nIl processo di frammentazione del pubblico televisivo procede parallelamente con l\u2019affermarsi del contributo dei clienti (Pay Tv, Pay per View, Video On Demand <em><strong>1<\/strong><\/em>) e la ridefinizione dei modelli di finanziamento e di business.<br \/>\nIl fatturato globale del settore televisivo \u00e8 cresciuto tra il 2002 e il 2006 passando da circa 160 miliardi di Euro del 2002 ai quasi 215 miliardi di Euro del 2006, con un ritmo molto sostenuto, mai inferiore al 6% annuo, che vede gli spettatori contribuire con una sempre pi\u00f9 crescente quota che dal 37% passa al 41%.<\/p>\n<p>L\u2019Iptv \u00e8 l\u2019ultima nata delle piattaforme di Tv digitale. Il suo sviluppo \u00e8 reso possibile dalla progressiva penetrazione degli accessi in banda larga, con una capacit\u00e0 di trasporto dati superiore ai 4 Mbit\/s, e nonostante la sua giovane et\u00e0 la nuova piattaforma televisiva presenta tassi di crescita notevoli in molti Paesi. Con riferimento all\u2019Europa, a fine 2007 essa raggiungeva oltre 2,6 milioni di abitazioni in Francia, 500.000 in Spagna e 300.000 in Italia. Seguono il Regno Unito e la Germania, rispettivamente con 160.000 e 120.000 abbonamenti2.<br \/>\nPer quanto riguarda gli Stati Uniti, i due maggiori operatori di Telecomunicazioni, AT&amp;T e Verizon, che hanno lanciato i loro servizi di Iptv nel 2006, dopo un lento avvio stanno riscuotendo un successo notevole con tassi di crescita che, nei primi mesi del 2008, raggiungono rispettivamente il 240% e il 113%3.<br \/>\nRispetto alle differenti piattaforme di Tv digitale disponibili, le caratteristiche della Iptv emergono come superiori a quelle di altre piattaforme, sia con riferimento al numero di programmi disponibili, sia con riferimento ai livelli di interattivit\u00e0.<br \/>\n<strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Nuovi modelli televisivi<\/em><\/strong><br \/>\nIn seguito alla convergenza tra mezzi, prodotti e pratiche di consumo, gli spettatori non sono pi\u00f9 semplice pubblico ma veri e propri consumatori. Questo ripensamento dei termini tradizionali vede il destinatario della comunicazione televisiva come un decisore attivo da conquistare e soddisfare con proposte tematiche di percorsi di acquisto (che non sono pi\u00f9 solamente audiovisivi), che ne favoriscono la fedelt\u00e0 e il consumo mediale.<br \/>\nLa televisione odierna punta a trasformare i propri prodotti televisivi in veri brand crossmediali (basti pensare a Lost, Desperate Housewives, Dr. House, ma anche reality show come Grande Fratello o L\u2019isola dei famosi) distribuiti in una pluralit\u00e0 di piattaforme \u2013 televisione, pc, telefono cellulare, videogame, lettori mp3 \u2013 richiede allo spettatore uno spirito da juggler, un giocoliere \u201ccapace di far girare in aria pi\u00f9 bolle comunicative\u201d, lanciarle e riceverle da altri, in un continuo scambio di contenuti e pratiche di fruizione.<br \/>\nIn seguito alle rilevazioni dei canali satellitari in Auditel, si prende atto che le audiences sono di ridotta dimensione, se confrontate con i numeri dei canali generalisti, ma tuttavia sono gruppi fortemente fidelizzati e dal profilo chiaro e dettagliato. Si inizia a parlare di \u201cnanoshare\u201d, di micro gruppi di spettatori: questo fenomeno non \u00e8 altro che l\u2019equivalente televisivo della \u201clong tail\u201d di Internet, e come tale va interpretato; come un segnale di salute e non di malessere del settore televisivo.<br \/>\nI contenuti trasmessi e le modalit\u00e0 di gestione e organizzazione della library assumono e fanno proprie le logiche, le estetiche e le culture nate dalla convergenza, creando nuovi linguaggi ibridi pi\u00f9 vicini al vissuto quotidiano dello spettatore\/navigatore. I modelli televisivi che risulteranno vincenti saranno quelli che pi\u00f9 di altri ingloberanno le dinamiche della rete, e le logiche del social network e del video rating.<br \/>\nFra questi appaiono di particolare interesse: canali riservati alle ultime novit\u00e0 inserite nella library (organizzati in base alla profilazione del cliente), opportunit\u00e0 di creare e salvare una playlist personalizzata dei contenuti preferiti, sezioni dedicate agli user generated content degli abbonati, opzione di rating per i contenuti visionati sul modello di You Tube, possibilit\u00e0 di influenzare con un click le scelte di acquisto dei contenuti della library, consigli sui contenuti da vedere (ti \u00e8 piaciuto questo film? Ti consigliamo di vedere anche\u2026) in base alle preferenze e ai comportamenti di fruizione. Queste sono solo alcune delle possibili soluzioni adottabili.<br \/>\n<strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Focus su Giovani e Giovani Adulti<\/em><\/strong><br \/>\nPer meglio comprendere gli atteggiamenti di consumo della fascia pi\u00f9 importante per la televisione digitale a pagamento, sono stati condotti dei focus group e interviste in profondit\u00e0 per identificare gusti, usi e desideri inespressi nei confronti della televisione.<br \/>\n<em><strong>Giovani adulti 25-40 anni<\/strong><\/em><br \/>\nDalla ricerca condotta, emerge un consumo televisivo limitato alle ore serali e notturne. Il tempo libero, vincolato dai ritmi del lavoro, \u00e8 poco, perci\u00f2 viene fatto ampio uso di film in dvd e del videoregistratore per salvare programmi e serie televisive, con l\u2019intento di colmare i buchi nelle serate in cui la programmazione generalista non offre nulla di interessante.<br \/>\nL\u2019offerta generalista \u00e8 molto apprezzata per i programmi di informazione ed approfondimento giornalistico. Sono particolarmente seguite le serie televisive americane e le mini-serie all\u2019italiana dedicate a personaggi ed episodi salienti della nostra storia.<br \/>\nPer quanto riguarda una eventuale offerta pay, i contenuti per i quali sono disposti a investire economicamente sono il calcio, film in prima visione, serie televisive americane che hanno riscosso grande successo suscitando un forte tam tam mediatico.<br \/>\nEntrando nello specifico del canale cinema, si sono sviluppate due correnti: da un lato, una particolare attenzione alla \u201cnuova giovent\u00f9\u201d del cinema italiano, ai registi, agli attori ed alla produzione nostrana<br \/>\ndegli ultimi 10 anni. Dall\u2019altro, una volont\u00e0 di riscoprire i grandi capolavori del cinema, dalle origini fino<br \/>\nad oggi, uno spazio per pellicole dimenticate o messe in disparte dalla centralit\u00e0 dei blockbuster hollywoodiani. Cinema d\u2019autore, anche degli anni \u201940 e \u201950, che non trova posto nonostante la pluralit\u00e0<br \/>\ndi offerte televisive provenienti dal satellite.<br \/>\n<em><strong>Giovani 18-25 anni<\/strong><\/em><br \/>\nPer quanto riguarda lo sviluppo della televisione digitale a pagamento, ed in particolare l\u2019Iptv, la fascia 18-25 anni ricopre un ruolo strategico, per numerose motivazioni. Si tratta della prima generazione \u201cdigitalizzata\u201d, nata e cresciuta nel sistema mediale cos\u00ec come lo conosciamo ora: attiva, consapevole, abituata al consumo di contenuti digitali anywhere, anytime.<br \/>\nI giovani 18-25enni sono in prevalenza ancora studenti, o in cerca di un\u2019occupazione regolare, ed hanno perci\u00f2 una fruizione televisiva pi\u00f9 ampia, svincolata da orari: le fasce orarie pomeridiane e quelle notturne sono in realt\u00e0 per loro le pi\u00f9 pregiate, in netto contrasto con le pratiche di programmazione tipiche della televisione generalista. Sono ragazzi predisposti alle nuove logiche di fidelizzazione, poich\u00e9 abituati alla cross-medialit\u00e0, ai contenuti multipiattaforma, al materiali extra, alle communities ed ai giochi intertestuali tra spettatori ed emittenti.<br \/>\n<em><strong>Un pubblico speciale: i minori<\/strong><\/em><br \/>\nSebbene la fascia 18-40 sia quella di principale riferimento, risulta comunque chiave una riflessione sui contenuti per bambini. Infatti gli ascolti pi\u00f9 significativi per la televisione digitale a pagamento sono raggiunti dai nuclei familiari di reddito medio-alto composti da giovani coppie con un uno o due figli.<br \/>\nIl pacchetto Kids risulta pertanto la seconda motivazione d\u2019acquisto. I genitori attuano un altissimo controllo sui contenuti televisivi visti dai propri figli, che devono essere altamente affidabili e sicuri. Il futuro prossimo della televisione digitale in Italia<br \/>\nQuanto raccolto indica che la televisione digitale continuer\u00e0 ad conquistare quote di mercato in Italia, per vari ordini di motivi:<br \/>\na) esiste una sensazione diffusa che la televisione generalista, pur essendo ancora centrale nel sistema dei media, non esprima pi\u00f9 lo spirito del tempo, n\u00e9 interpreti significativamente istanze sociali innovative e giovanili. Il rinnovamento della televisione generalista \u2013  specie nel suo segmento di servizio pubblico \u2013 \u00e8 stato pi\u00f9 volte annunciato ma, come emerge chiaramente anche da questo studio e da un\u2019analisi delle risorse e degli ascolti, non esistono probabilmente risorse sufficientemente perch\u00e9 essa competere adeguatamente, sul mercato internazionale dei prodotti audiovisivi. E\u2019 probabile dunque che la tv generalista rimanga un corpo stagnante, senza perdite significative di ascolto (ma con un\u2019emorragia di risorse) e un costante invecchiamento del suo pubblico. Parallelamente, i broadcaster tradizionali che hanno prodotto nel tempo contenuti di altissima qualit\u00e0 e possono contare su una ricca library potranno trovare proprio nelle piattaforme distributive digitali delle nuove opportunit\u00e0 di valorizzazione del proprio patrimonio.<br \/>\nb) Le istanze di personalizzazione, di differenziazione, di perseguimento degli interessi personali o di gruppi o nicchie a geometria variabile, che si determinano sul terreno dei consumi culturali sono affrontabili assai meglio con un\u2019offerta altamente segmentata che il pubblico italiano, almeno da cinque anni, dimostra di gradire e di essere disposto a remunerare.<br \/>\nc) Esiste un\u2019elevata correlazione tra la domanda di televisione avanzata e la diffusione di Internet e dei collegamenti veloci (Banda larga, ADSL, reti di nuova generazione). Sia l\u2019uso di Internet che i collegamenti veloci sono in Italia nelle zone intermedie o basse della graduatoria europea, ma si stanno rapidamente adeguato, inseguendo i paesi pi\u00f9 progrediti.<br \/>\nd) La generazione dei giovani adulti \u00e8 stata socializzata non dalla televisione di stato (come i baby boomers) n\u00e9 da quella commerciale (come chi \u00e8 nato verso il 1970), ma da una propensione crescente all\u2019interattivit\u00e0 e ad Internet, ai videogiochi, all\u2019uso di dispositivi multimediali portatili e mobili ed \u00e8 altamente probabile che, come gi\u00e0 appare, tali comportamenti si trasferiranno sui consumi culturali mediali e continueranno a costituire un marchio distintivo di questa generazione rispetto alle precedenti anche nel procedere dell\u2019et\u00e0<br \/>\nadulta.<br \/>\ne) Mentre il costo della connessione tende a scendere e a diventare una commodity, l\u2019offerta di contenuti video tende ad essere un\u2019attivit\u00e0 a valore aggiunto crescente. Vi sar\u00e0 quindi una pressione di vari soggetti ad entrare nel mondo dell\u2019aggregazione e dell\u2019offerta di contenuti video, anche provenendo da altri settori ed essendo privi di esperienza specifica sul campo.<br \/>\nPoich\u00e9 si tratta di aggregare contenuti piuttosto che produrli, potranno svilupparsi veri e propri \u201coperatori virtuali\u201d, come accade per la telefonia mobile. Mentre il settore della tv generalista \u00e8 altamente concentrato, qui potr\u00e0 svilupparsi una concorrenza e una forse pressione sul consumatore.<\/p>\n<p>Questi e altri motivi inducono a considerare il settore in crescita e contraddistinto da una forte competizione. In particolare, per quanto riguarda l\u2019utilizzo delle connessioni a banda larga, il basso ranking italiano in confronto con gli altri Paesi rappresenta un limite naturale all\u2019espansione della nuova piattaforma televisiva interattiva. Tuttavia, negli ultimi anni si nota la tendenza ad un aumento generalizzato e proprio la disponibilit\u00e0 di un servizio televisivo ricco come la Iptv potrebbe rappresentare un notevole vettore in grado di accelerare ulteriormente l\u2019adozione di connessioni in banda larga da parte della popolazione italiana, anche di quella met\u00e0 che non usa il personal computer.<br \/>\nLa migrazione televisiva verso il digitale ha una duplice valenza: quella economica (profittabilit\u00e0 dei servizi a valore aggiunto, come pay per view e VOD), e quella politica (affermazione dei servizi IPTV nella sfera pubblica ed effetto di ripetizione sugli altri media), anche mantenendo ascolti contenuti, tenuto conto della scarsa significativit\u00e0 di dati di tipo Auditel, pensati per la tv generalista, quando applicati alla tv digitale. Un singolo canale digitale non \u00e8 in grado, n\u00e9 ora n\u00e9 nel prevedibile futuro a breve termine, di generare i volumi di ascolto ritenuti accettabili per la tv generalista. In Inghilterra dove la televisione digitale raggiunge oltre il 70% delle abitazioni, \u00e8 difficile per un singolo canale superare uno share medio del 2-3%.<br \/>\nQuesti numeri, che apparirebbero deludenti nella tv generalista, anche agli investitori pubblicitari, sono<br \/>\ninvece assai pregevoli per la qualit\u00e0 del pubblico raggiunto e la sua segmentazione.<\/p>\n<p>1 Si intende qui per Pay Tv un bouquet di canali televisivi ricevuti in abbonamento, mediante una sottoscrizione mensile; per Pay per View, l\u2019acquisto di singoli contenuti televisivi da parte del pubblico,<br \/>\nspesso a valle della sottoscrizione di un abbonamento, negli orari e nelle date in cui vengono proposti<br \/>\n. Per Video On Demand si intende il prelevamento in qualunque momento, a pagamento, di contenuti<br \/>\ntelevisivi da un men\u00f9 pi\u00f9 o meno ampio.<br \/>\n2 ITMedia Consulting, in Repubblica, Affari e Finanza del 28 aprile 2008.<br \/>\n3 Dati e informazioni tratte da ISIMM, Analisi del mercato della Iptv, 2007 e da FierceIPTV, 22 e 29 aprile 2008.<\/p>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tiscali, operatore integrato di telecomunicazioni, in occasione del lancio del<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,6],"tags":[127,836,347],"class_list":["post-2156","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-curiosita","category-tv-lcd","tag-ricerca","tag-tiscali","tag-tv"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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