Homo tecnologicus

ht1.jpg

Per poter parlare in modo coscienzioso di nuove tecnologie e di ultimi ritrovati dell’elettronica che ‘fanno moda’ è doveroso dare al lettore anche una visione consumistica di questo mercato e del suo impatto sull’ambiente. Uno dei temi ‘caldi’ di questi ultimi anni riguarda proprio il problema dello smaltimento dei rifiuti tecnologici: tonnellate di schede elettroniche, computer, monitor, stampanti, cellulari vengono ogni anno ad accumularsi nelle discariche.
L’obsolescenza delle tecnologie procede rapidamente e spesso l’ultimo ritrovato tecnologico coincide con un forte desiderio di possesso da parte dell’ homo tecnologicus. E’ così infatti che ci ritroviamo a casa cassetti con decine di telefoni cellulari perfettamente funzionanti ma che non catturano più la nostra attenzione, calcolatrici con ancora inserite le pile di vent’anni fa, televisori ancora in buone condizioni ma troppo ingombranti rispetto a quelli sottilissimi di adesso, computer che seppur funzionanti non vanno più bene per poterci far girare su l’ultima versione del nostro videogioco preferito e così via. L’operato dei comuni spesso non è sufficiente a garantire il riciclaggio di tali rifiuti ed è qui che per fortuna prendono piede le iniziative private spesso senza fini di lucro, persone mosse da un profondo senso civico e tanta voglia di fare qualcosa per un mondo migliore.
A conclusione di quanto detto e per sottolineare che alla base di tutto c’è l’operato degli uomini comuni, oltre ai grandi nomi come Greenpeace e WWF, volevo appunto segnalare il sito di un caro amico: www.eco-riciclo.it
Andrea Urso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.