Picchia compagna per messaggi su Facebook
Quando la gelosia corre sul web.
In California un 36enne, Anthony Lozano, è stato arrestato per aver recluso e sequestrato la sua ragazza, 23enne, per quattro giorni.
Il motivo di tanta gelosia sarebbero stati messaggi d’amore rivolti alla ragazza su Facebook da alcuni contatti in seguito ad un post.
Questo avrebbe scatenato l’ira dell’uomo arrivando a torturarla e minacciando di soffocarla con una corda e un asciugamano.
Video sul Web: ragazza lancia cuccioli nel fiume
Nel web è caccia alla lanciatrice di cani.
Dopo il deplorevole episodio in cui una donna inglese gettava un gattino nel cassonetto della spazzatura arriva un altro video dove una ragazza lancia sei cuccioli di cane in un fiume, condannandoli a morte certa.
Il video sta facendo il giro del mondo e già si sono creati gruppi su Facebook e Twitter per dare la caccia a questa ragazza, purtroppo senza successo.
Le immagini del video sono molto crude e violente, consigliamo di visionarle solo se decisi.
MySpace si sincronizza con Facebook
MySpace stringe un accordo commerciale con Facebook.
Un’allenaza molto strana, se si pensa che le due piattaforme erano in competizione tra di loro.
Ma MySpace presenta un fatturato in costante calo, una fuga di utenti ed una discesa inesorabile degli introiti pubblicitari.
Quindi la migliore strategia è stata quella di allearsi con Facebook e permettere ai propri utenti di sincronizzare i propri update (foto, musica, video, giochi) con quella dote di utenti (500 milioni) offerti dal social network in blu.
Anche Facebook alla ricerca di Sarah Scazzi
Il social network Facebook si mobilità nella ricerca di Sarah Scazzi, la ragazza di 14 anni scomparsa nella provincia di Taranto da 6 giorni.
Un Gruppo è stato creato su Facebook dalla cuggina quindicenne di Sara, Antonella, per diffondere il più possibile la foto di Sara e per raccogliere notizie, nella speranza che qualcuno la riconosca e possa contattare le Forze dell’Ordine.
Secondo la famiglia Sara non è andata via di casa, ma l’ipotesi più probabile è che sia stata rapita.
Rimarrebbero ignoti i motivi di tale gesto, ma la Polizia vaglia anche i contatti della ragazza su Facebook, alla ricerca di un eventuale utente del social network che abbia sequestrato la ragazza.
COMPUTERLINKS: accordo per la distribuzione delle soluzioni di sicurezza UTM Astaro
COMPUTERLINKS S.p.A., filiale del distributore europeo specializzato in e-Security ed e-Business, ha siglato un accordo con Astaro, fornitore leader di soluzioni UTM in Europa, per la commercializzazione in Italia delle soluzioni per la sicurezza di reti aziendali, endpoint ed email.
COMPUTERLINKS distribuirà l’intera gamma Astaro Security Gateway, soluzione UTM che garantisce la protezione completa di reti e utenti con un’offerta di apparati hardware, software o virtuali combinabil. L’offerta, inoltre, propone soluzioni che permettono di creare un sistema personalizzato di protezione dalle minacce provenienti da Internet.
Grazie alla possibilità di combinare dispositivi hardware Security Gateway con applicazioni e soluzioni software e virtuali Network, Web e Mail Security Astaro e alla possibilità di espanderne le funzionalità in qualsiasi momento, è possibile ottenere una protezione “su misura” e adattabile modo dinamico e flessibile a ogni evoluzione.
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Che fine faranno i giornali stampati???
A causa dello sviluppo delle nuove tecnologie molti hanno predetto un futuro poco roseo per la carta stampata e una sempre maggiore migrazione verso contenuti digitali.
Parecchi quotidiani, come ad esempio The Times, hanno introdotto pagine a pagamento online evidenziando la volontà sia di investimento da parte delle case editrici che di monetizzazione dei contenuti web. Tuttavia una ricerca di YouGov recentemente pubblicata ha messo in luce che il 60% dei lettori sarebbe disposto a pagare per contenuti di qualità sulla carta stampata ma solo il 2% degli intervistati pagherebbe per la lettura online delle notizie.
I risultati di questa ricerca sono in netto contrasto con i recenti dibattiti sul futuro dell’editoria, ma bisogna capire se si tratta solo di una questione di percezione o di una reale resistenza al pagamento per i contenuti digitali. Il concetto più importante emerso da questo studio è che, secondo molti intervistati, i contenuti online dovrebbero essere gratuiti, come sono sempre stati fino a questo momento. Sebbene l’introduzione di pagine a pagamento da parte di The Times e Sunday Times abbia generato un forte calo di traffico esistono poi dispositivi come l’iPad che fanno brillare una nuova luce sulla questione del pagamento per i contenuti digitali. Se i consumatori vengo informati sin dall’inizio che dovranno pagare per un servizio di alta qualità, si può affermare con certezza che procederanno con il pagamento.
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Social Network: poca attenzione alla privacy anche da parte degli operatori della sicurezza informatica
Secondo un esperimento di BitDefender, gli utenti delle piattaforme di social network non sembrano preoccuparsi delle reale identità delle persone che conoscono online, o dei dettagli che svelano durante una conversazione con un perfetto sconosciuto. L’esperimento ha coinvolto un campione di 2.000 utenti registrati da tutto il mondo sul più popolare dei social network e gli utenti sono stati casualmente selezionati in modo da rappresentare diverse caratteristiche: genere (1.000 donne, 1.000 uomini), età (da 17 a 65 anni, età media di 27,3) professione, interesse, eccetera. Il primo passo è stato richiedere l’amicizia a questi 2000 utenti tramite un profilo appositamente studiato: donna, capelli biondi, età 21 anni. Il secondo passo intendeva far luce sul tipo di dettagli che gli utenti sarebbero stati disposti a rivelare alla ragazza, intrattenendo una conversazione con nuovi amici selezionati,.
Nell’arco di due settimane, l’esperimento ha dimostrato che il 94% di coloro che hanno ricevuto una richiesta di amicizia da una ragazza che non conoscevano ha accettato senza avere idea di chi fosse veramente l’utente. Di questi, il 13% si è almeno chiesto se avesse conosciuto personalmente la ragazza o meno. L’esperimento ha rivelato che gli utenti più vulnerabili sembrano essere proprio i dipendenti del settore IT, che rappresentano più dell’86% del totale, e tra cui, il 31% lavora proprio nel settore della sicurezza informatica.
Dopo mezz’ora di conversazione, il 10% ha condiviso con la ragazza bionda informazioni personali sensibili (indirizzo, numero di telefono, nomi dei genitori, eccetera), informazioni che in genere vengono richieste come risposta ad una domanda di recupero della password. Dopo due ore, invece, il 73% ha rivelato informazioni confidenziali riguardanti il proprio posto di lavoro, come strategie, piani futuri o software e tecnologie non ancora in distribuzione.
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Gb, in 9 milioni ignorano internet
Web per tutti, o quasi. Questo il programma lanciato nei mesi scorsi dal governo britannico per colmare le discrepanze di accesso alla rete internet e all’universo digitale. Programma che però dovrà tener conto di 9 milioni di cittadini che, secondo i dati dello Office for National Statistics, non hanno mai navigato online.
“Mentre molti adulti, anche in età avanzata, stanno beneficiando delle opportunità della rete, per mantenersi più facilmente in contatto con gli amici e la famiglia e per risparmiare negli acquisti, molti anziani sono ancora esclusi dal web”, dice Michelle Mitchell di Charity Age Uk, sottolineando l’importante impatto economico di internet sui consumi e i risparmi degli utenti d’Oltremanica.
Foursquare supera i 3 milioni di utenti
Fa quasi tenerezza pensare a Foursquare che festeggia il superamento di quota 3 milioni di utenti mentre Facebook si appresta a lanciare un servizio analogo per la sua popolazione di 500 milioni di internauti.
Il servizio di geo-localizzazione ha fatto dell’integrazione con Facebook e Twitter la sua fortuna e l’arrivo di Places, già disponibile negli Stati Uniti, potrebbe trasformarsi in una brusca frenata per il suo sviluppo. Per quale motivo, effettivamente, un utente dovrebbe taggarsi in un luogo sfruttando un social network esterno a quello che sta utilizzando?
Carta stampata e contenuti digitali: uno sguardo al futuro dell’editoria
A causa dello sviluppo delle nuove tecnologie, per la carta stampata sembra si prospetti un futuro poco roseo e una sempre maggiore migrazione verso contenuti digitali.
Come si modificherà l’editoria in seguito alla comparsa di dispositivi come l’iPad?
Cosa vogliono i consumatori? E come devono reagire le aziende per adeguarsi al cambiamento?
Molti quotidiani, come ad esempio The Times, hanno introdotto pagine a pagamento online evidenziando la volontà da parte delle case editrici sia di investimento, che di monetizzazione dei contenuti web.
Tuttavia, una recente ricerca di YouGov ha messo in luce che il 60% dei lettori sarebbe disposto a pagare per contenuti di qualità sulla carta stampata, ma solo il 2% degli intervistati pagherebbe per la lettura online delle notizie. Risultati in netto contrasto con i recenti dibattiti sul futuro dell’editoria. Bisogna capire se si tratta solo di una questione di percezione o di una reale resistenza al pagamento per i contenuti digitali.
Il concetto più importante emerso da questo studio è che, secondo molti intervistati, i contenuti online dovrebbero essere gratuiti, come sono sempre stati fino a questo momento. Sebbene l’introduzione di pagine a pagamento da parte di The Times e Sunday Times abbia generato un forte calo di traffico, esistono poi dispositivi come l’iPad che fanno brillare una nuova luce sulla questione del pagamento per i contenuti digitali: se i consumatori vengo informati sin dall’inizio che dovranno pagare per un servizio di alta qualità, si può affermare con certezza che procederanno con il pagamento.