Banda larga: Brunetta fiducioso, aziende Ict si appellano al governo

Inserito in Dal web da Ambra il 9th novembre 2009

adslRenato Brunetta si inserisce nelle polemiche interne ed esterne al governo sui finanziamenti per lo sviluppo della banda larga, bloccati la scorsa settimana dal Cipe. Le aziende del settore, intanto, non si arrendono al congelamento dei fondi e si rivolgono al governo con un appello.

La coperta è stretta – ha spiegato il ministro per la Pubblica Amministrazione - tutti tirano e qualcuno resta scoperto. Ma c’è stato un impegno su specifica richiesta del ministro Scajola perchè gli 800 milioni previsti per l’avvio della banda larga vengano presi in considerazione dal Cipe, anche per tranche, fin dalla prossima riunione, in modo tale che i 33 mila cantieri e i 60 mila posti di lavoro previsti dal piano banda larga possano partire già nel 2010. Siamo fiduciosi”.

Al di là dell’ottimismo di Brunetta, sembra difficile che una tale somma, in un momento di difficoltà economica come questo, possa essere stanziata senza intaccare altri investimenti (magari legati anch’essi alla tecnologia).

Certo è che, come ha sottolineato l’esponente del Pdl, “un paese si sviluppa solo se dotato di servizi universali, e la banda larga ad almeno 2 mega è un servizio universale”.

La banda larga oggi non è un’opzione facoltativa ma un’infrastruttura necessaria per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese”, recita l’appello sottoscritto dalle aziende, che hanno invitato il governo a “considerare l’importanza di una rapida approvazione da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica delle risorse, pari a 800 milioni di euro, per gli investimenti finalizzati allo sviluppo della banda larga nel nostro Paese“.

E’ indispensabilefanno sapere le Associazioni che rappresentano le aziendeche l’Italia non perda altro tempo e prenda decisioni, come stanno facendo altri Paesi europei, con prospettive di medio-lungo termine affinché possa restare uno dei player principali delle economie avanzate“.

Fonte: Quo Media



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