Classi energetiche degli elettrodomestici: guida a come scegliere

Etichette, lettere, colori, valutazioni: tutto quello che c’è da sapere per compiere l’acquisto giusto

C. B. A+. Ma anche A++ e, in alcuni casi, A+++. Non siamo tornati a scuola! Stiamo parlando delle Classi di consumo energetico, più propriamente Classi di efficienza energetica europee, che suddividono gli elettrodomestici in base a parametri di efficienza secondo criteri e norme di valenza comunitaria. Tutto è riscontrabile da un’etichetta presente sui prodotti, che ha lo scopo di informare i fruitori sul consumo di energia dell’elettrodomestico che sta acquistando, per invogliare a scegliere quelli con prestazioni più elevate ma dai consumi più contenuti.

Il consiglio: non applicate matematica elementare…

Attenzione a non fare una semplicistica proporzione inversa: si crede che maggiore sia la fascia di appartenenza alla classe energetica del prodotto, minore sia il consumo elettrico tout court che comporti il suo utilizzo e che quindi un forno di classe A++ faccia risparmiare rispetto ad un microonde di classe B. Il confronto, invece, va fatto tra elettrodomestici dello stesso tipo: avendo due frigoriferi con uguali caratteristiche tecniche ma uno di classe energetica A+++ e uno A, al primo servirà il 60% di tempo in meno per refrigerare e raggiungere la temperatura ottimale, in modo da risparmiare sì in termini di consumo elettrico, ma anche da prestare maggiore attenzione alla deperibilità dei cibi. Non solo. Non dobbiamo dimenticare che il costo dell’energia è diverso per ogni nucleo familiare in base alla tipologia di contratto e di fascia oraria stabilita con il proprio fornitore, dunque quale sia il momento più conveniente, di per sé, per mettere in funzione un dato elettrodomestico è innanzitutto a nostro appannaggio. Ciò che fa un prodotto di classe energetica più elevata è metterci meno tempo per raggiungere un dato risultato, quindi sicuramente un risparmio anche in termini di consumo è presente, ma non bisogna affidarsi alle mere formule matematiche altrimenti si rischia di restare delusi.

Cosa ci dicono le etichette

Proprio perché i fattori da considerare sono tanti, l’etichetta che riporta la classe energetica, nonché il prezzo e le caratteristiche tecniche, deve essere – per legge – sempre ben visibile.

Al momento la classificazione si basa su 7 livelli, dalla A+++ alla D perché recenti legislazioni hanno introdotto dei requisiti minimi di efficienza energetica per poter vendere determinati prodotti, quindi non si trovano più in commercio – per alcune categorie – elettrodomestici contrassegnati “G” o “F”, com’era in principio. È importante capire che la classificazione è diversa in base al tipo di prodotto, perché spesso la generalizzazione può trarre in inganno, e conoscerla prima di procedere con l’acquisto. Se, ad esempio, per i frigoriferi il massimo dell’eccellenza è rappresentato dalla classe A+++, per la cappa da cucina il top di categoria è ancora la semplice classe A. Raccapezzarsi tra le lettere è inizialmente spaesante, per questo non manca anche un riscontro cromatico che aiuta con un semplice colpo d’occhio: tre tonalità di verde indicano le classi di consumo energetico più convenienti, il giallo indica la classe media e più si scivola verso il basso (nell’efficienza) e più la lettera corrispondente “arrossisce”. Attenzione alle novità del 2018: scompariranno le classi A+, A++ e A+++ e si adotterà la scala che dalla A arriva alla G, ovviamente con standard di consumi energetici – minimi e massimi – del tutto rivisitati. Inoltre, su alcuni elettrodomestici comparirà la dicitura “SMART”, per segnalare quelli di ultima generazione in grado di auto-attivarsi quando il costo della corrente elettrica risulta più conveniente.

Non solo quelle energetiche: ogni elettrodomestico ha la sua specifica “classe”

In base alla tipologia di elettrodomestico, inoltre, si accompagnano altre classi che, combinate con quella energetica, aiutano ad avere una panoramica migliore per scegliere ciò che meglio si adatta alle esigenze dei propri consumi.

Ad esempio, per gli elettrodomestici che si occupano di “raffreddare”, come frigoriferi, congelatori e climatizzatori, bisogna tenere conto anche della Classe climatica di appartenenza (SN – da 10° a 32°; N – da 16° a 32°; ST – da 18° a 32°; T – da 18° a 43°) che si riferisce alla massima efficienza del prodotto in relazione alla temperatura esterna. Praticamente: se un congelatore riporta la classe climatica N, vuol dire che funzionerà al meglio in base alla sua classe energetica (per esempio, A++) se l’ambiente dove si trova ha sempre una temperatura compresa tra i 16 e i 32 gradi. Se d’estate, con il caldo, i 32 gradi vengono superati, l’efficienza di quella classe non può essere garantita al 100%. Dunque a parità di classe energetica, un acquirente di Bolzano e uno di Palermo dovranno sicuramente tenere conto della classe climatica per non trovarsi brutte sorprese in bolletta. Stesso discorso per le lavatrici, per le quali va fatta distinzione tra le diverse azioni che vogliamo far loro compiere durante uno stesso utilizzo: è fortemente raccomandato controllare anche la Classe di efficacia del lavaggio, che definisce l’indice di performance del lavaggio, e la Classe di efficacia dell’asciugatura, che riguarda la percentuale di acqua presente dopo il ciclo di centrifuga. Anche il Consumo d’acqua in litri (presente anche per le lavastoviglie) non è da sottovalutare.

In conclusione…

Soprattutto se dobbiamo acquistare uno di quei grandi elettrodomestici che accompagnerà la nostra vita quotidiana per anni, bisogna informarsi e arrivare preparati sia sulle caratteristiche del prodotto che sulla situazione familiare, in quanto non esistono assolutismi ma tante scelte – frutto di varie combinazioni – tra le quali selezionare la più adatta al nostro bisogno. Un prodotto perfetto e consigliato per un nostro amico o parente potrebbe non fare al caso nostro, e commessi troppo zelanti potrebbero essere più interessati a concludere un affare che a proporre lo strumento ideale per le nostre esigenze.

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