Recensione della fotocamera Casio Exilim EX-P700

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Casio EXILIM EX-P700
Recensione Casio EXILIM EX-P700
Giudizio breve: Lunghissima autonomia e resa soddisfacente. Ma la professionalità resta distante.

Pregi: In primo luogo, bisogna evidenziare l’eccellente rendimento della batteria ricaricabile agli ioni di litio: sembra inesauribile. Un miglioramento che include questa fotocamera rispetto alla P600 sta nel suono dei clips di video. Alta risoluzione, buona qualità di immagine, alta velocità di risposta in generale, lunga durata della batteria, possibilità di controllo manuale e ogni classe di automatismi, incluse le 27 scene preconfigurate. Una fotocamera ideale per viaggiare, senza dubbio.

Difetti: Soffre un evidente disequilibrio di peso, l'immagine potrebbe avere più particolare e non permette di scattare in formato RAW. Per quanto riguarda l'aspetto, se ci si permette l’osservazione, non è particolarmente bella o, forse, meglio, è solo diversa. Peccato poi i riflessi: un trattamento antiriflesso sarebbe stato perfetto.

Voto: 6

Recensione Casio EXILIM EX-P700

La Exilim PRO EX-P700 sembra essere la fotocamera simbolo della Casio. Nella sua struttura moderatamente ridotta si nasconde una fotocamera compatta di alte prestazioni, solida, resistente che offre immagini di alta risoluzione e notevole qualità, controlli manuali e automatici ed un'eccezionale funzionalità.

Sotto l’aspetto estetico questa Exilim non risulta particolarmente attraente presentando una dualità estetica: dietro, uno splendido display da 2 pollici circondato da pulsanti metallici richiama l’attenzione vicino al dial di modi di esposizione, anche metallico e collocato verticalmente, nella metà sinistra,guardando la fotocamera frontalmente, si distinguono solo l’allargato sportello del flash e la traccia di quello che doveva essere un’impugnatura in qualche stadio evolutivo precedente, nella metà destra, invece, uno strano e poco attraente "collage" che incornicia l’obiettivo e la lente frontale del mirino ottico.

Sotto il profilo della maneggevolezza ha forma e dimensioni di una fotocamera tascabile perché è piccola tanto per megapixel, display e zoom ottico, anche se non si tratta di una miniatura. Anche così, le sue dimensioni sono molto maneggevoli e il suo peso denota qualità di costruzione, confermata dalla natura metallica del corpo, parti e pulsanti. Il neo più evidente per quanto riguarda la sua costruzione è l’evidente squilibrio fisico.

Tutta la parte importante (obiettivo mirino display e sensore) si trova ammucchiata nel lato sinistro della fotocamera, lasciando l’interno del lato destro per poco più che la batteria e il flash integrato.

Oltre a ciò, il pulsante "Ex" -che apre il menù di opzioni di bilanciamento del bianco, sensibilità, fotometro e messa a fuoco- si trova alla sinistra del display, fuori dalla capacità dalla mano destra. Il pulsante di modalità del flash si trova troppo lontano per manipolarlo sostenendo la fotocamera con una sola mano. Invece, il pulsante "preview" e quello che controlla le funzioni di temporizzatore e del comando a distanza si trovano perfettamente alla portata del pollice destro.

Non sarebbe stata cattiva l’idea di cambiare posizioni. Comunque, il resto dei controlli (otturatore, zoom, cursore, menù, display) sono a portata di mano. Bisogna aggiungere che la funzionalità dei pulsanti, di tutti, è buona perché collocano tutte le operazioni importanti a molto pochi "clic" o tocchi di pulsanti, ciò che contribuisce alla rapidità operativa generale di questa fotocamera.

Sotto l’aspetto delle funzionalità offerte quanto alla rapidità, la P700 non delude. Pressando il piccolo pulsante "on/off" si mette in moto in poco più di due secondi, ciò che senza essere straordinario è abbastanza buono. Una volta in marcia, il display sembra brillante, nitido e con un’eccellente velocità di ricezione.

Il menù principale ha il suo accesso nel corrispondente pulsante alla destra del display. È un menù completo e del suo uso semplice, dov’è facile trovare tutto quella che si cerca. Forse quello più sorprendente è uno dei modi di visualizzazione del display.

Per quanto riguarda la fotocamera in azione sottolineiamo l’esistenza di opzioni A (priorità all’apertura), S (priorità alla velocità) o M (esposizione manuale). Se i valori di esposizione selezionati stanno fuori dal rango di esposizione corretta, questi diventano rossi.

Ma, in modo sterile, nulla informa se stiamo sovresponendo o sottoesponendo, eccetto l’istogramma, un indicatore utile per certi casi ma confuso per la maggior parte. È importante risaltare l’ampio rango di velocità di otturazione, tra 60 secondi e 1/2000, anche se esistono limitazioni che riducono questa gamma dall’alto o dal basso, secondo il diaframma o il modo di esposizione. L’ampiezza dell’apertura del diaframma è anche rilevante, tra f2.8 e f8.0 in angolare e tra f4.0 e f11.1 in teleobiettivo.

Come di solito succede con gli obiettivi compatti della Canon, quello della P700, senza essere eccellente, è sicuramente affidabile. Bisogna ricordare il mirino ottico. Uno dei tanti, classico, senza virtuosismi, con ritaglio e errore di paralasse conosciuti ma non irritanti. Compie il suo dovere per inquadrare con poca luce, per militanti antidisplay e per chi abbia voglia di usarlo.

Lo scatto è veramente istantaneo. La Casio si vanta, con ragione, della velocità di risposta della sua fotocamera, e non è per meno, perché lo scatto soffre soltanto di un ritardo da 0,01 secondi dopo avere pressato lo scatto. Se con questa ci scappa l’istante, ciò che dovremmo rivedere sono i nostri riflessi.

Un dieci in questo senso. Anche la velocità della messa a fuoco automatica è alta e, inoltre, indovina ragionevolmente bene in un’ampia gamma di situazioni di luce, anche con illuminazione abbastanza scarsa. Non è infallibile, ma è molto affidabile. Peccato che non abbia l’illuminatore di aiuto, perché la cosa si complica quando è realmente scuro.

Quando il sistema non riesce a mettere a fuoco, il riquadro del punto di messa a fuoco appare rosso. Per quanto riguarda la velocità dello scatto a raffica, il suo tetto sta in 3 prese per secondo con un massimo di 5 immagini consecutive selezionando il modo di scatto continuo rapido. Lo scatto continuo normale permette di fotografare mentre si mantiene premuto lo scatto, essendo variabile la quantità di prese per secondo (in funzione delle dimensioni dell’immagine).

In sintesi, la Exilim PRO EX-P700 è una fotocamera a struttura moderatamente ridotta ma compatta e di alte prestazioni, solida, resistente che offre immagini di alta risoluzione e notevole qualità, controlli manuali e automatici ed un'eccezionale funzionalità.

Rispetto alla P600, la nuova Exilim estende il rango di sensibilità per la parte alta e lo riduce dall’alto, essendo 80, 160, 320 e 640 ISO le sensibilità nominali da scegliere. Anche se la certezza è che corrispondono alle sensibilità reali da 100, 200, 400 e 800 ISO, rispettivamente. Il rumore è scarso o accettabile a 320 e 640 ISO, ma il sistema di riduzione di rumore -che si attiva automaticamente e non si può disattivare a piacere- ammorbidisce troppo l’immagine con la conseguente perdita di dettaglio.

Il bilanciamento del bianco funziona in modo soddisfacente in automatico e i modi preconfigurati sono abbastanza riusciti, sebbene si possono confondere in base alla situazione. Logico e accettabile. Il bilanciamento in modo manuale è sempre la maniera più affidabile di accertare il colore, e la P700 non è un’eccezione.

Questi due fattori decisivi risultano in una qualità di immagine notevole, con più tendenza alla soavità che al contrasto. Se a questo gli aggiungiamo i 3072 x 2304 pixel di dimensioni massime, possiamo ottenere immagini delle più soddisfacenti. Forse non è il paradiso degli amanti del dettaglio, ma come nel resto delle sue caratteristiche, la P700 è lì, pronta a sopportare i confronti. Peccato che non sopporta le immagini in formato RAW, anche se si possono salvare in TIFF.

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